Che cos'è il trattamento integrativo e a chi spetta nel 2026

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Il trattamento integrativo è una misura economica che da anni rappresenta un sostegno al reddito per molti lavoratori dipendenti, perché si aggiunge allo stipendio in busta paga, contribuendo così ad aumentare il loro potere d’acquisto. Accanto a questa misura pubblica, però, esistono soluzioni flessibili e personalizzabili che le aziende possono affiancare al trattamento integrativo, per favorire concretamente il benessere dei dipendenti, come i benefit aziendali e i piani di welfare. Ma che cos’è il trattamento integrativo e quali sono le soluzioni più efficaci per le imprese che vogliono supportare maggiormente i propri collaboratori e ottimizzare i costi?

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Cosa è il trattamento integrativo e come funziona? 

Il trattamento integrativo, conosciuto anche come "bonus fiscale" o "bonus Irpef", è una misura pensata per ridurre il cuneo fiscale, introdotta dalla manovra finanziaria del 2020 e dal decreto "Cura Italia". Questo bonus si traduce in un contributo mensile erogato in busta paga, che può arrivare fino a un massimo di 1.200€ all’anno, destinato ai lavoratori dipendenti che rientrano in determinate fasce di reddito. Il trattamento integrativo, inoltre, non concorre alla formazione del reddito e non è soggetto a tassazione, rappresentando un sostegno concreto al potere d’acquisto dei lavoratori.

Ma come funziona il trattamento integrativo nel concreto? L’erogazione è automatica: non è necessaria alcuna richiesta, poiché il pagamento avviene direttamente tramite il datore di lavoro, che funge da sostituto d’imposta. In questo caso, il datore di lavoro anticipa la somma al lavoratore, a meno che quest'ultimo non decida di non riceverla. Se ciò accade, il dipendente può recuperare l'importo non percepito a fine anno tramite conguaglio fiscale, oppure richiederlo come rimborso direttamente all'Agenzia delle Entrate.

Per coloro che ricevono l’indennità di disoccupazione (NASpI), invece, l’erogazione avviene tramite INPS. 

Quando arriva il trattamento integrativo?

Per quanto riguarda le tempistiche di erogazione, come abbiamo detto il trattamento integrativo è pensato per essere fruibile mensilmente, direttamente in busta paga, nel più breve tempo possibile. Se non ricevuto mensilmente, il bonus viene riconosciuto in sede di dichiarazione dei redditi (730)

Trattamento integrativo 2026: cosa cambia? 

Nel 2026, il trattamento integrativo e le relative regole di erogazione rimangono legate alle disposizioni IRPEF e alle detrazioni da lavoro dipendente già previste dalla Legge di Bilancio 2025, che determinano quando spetta il trattamento integrativo e a chi.

Di seguito le fasce di reddito confermate per il trattamento integrativo nel 2026:

  • Reddito fino a 15.000 euro: il trattamento integrativo di 1.200 euro viene corrisposto per intero.
  • Reddito tra 15.000 e 28.000 euro: l'importo del trattamento integrativo viene ridotto e riconosciuto in modo progressivo, calcolando la differenza tra le detrazioni fiscali spettanti e l’imposta IRPEF lorda.
  • Reddito oltre 28.000 euro: non è prevista l’erogazione del trattamento integrativo.

Inoltre, con la Legge di Bilancio 2026 si conferma la proroga del trattamento integrativo speciale per i lavoratori dipendenti delle strutture turistico-alberghiere con reddito fino a 40.000 euro (nel 2025). A partire dal 1° gennaio e fino al 30 settembre 2026, le prestazioni di lavoro straordinario svolte nei giorni festivi o in orario notturno daranno diritto a un bonus pari al 15% della retribuzione lorda, che non concorrerà alla formazione del reddito. 

A chi spetta il trattamento integrativo?  

Dopo aver esaminato le fasce di reddito e le condizioni per l’accesso al bonus, approfondiamo ora chi ha diritto al trattamento integrativo. Anche nel 2026, i beneficiari del trattamento integrativo restano invariati rispetto agli anni precedenti, includendo:

  • Titolari di redditi da lavoro dipendente;
  • Dipendenti in cassa integrazione (ordinaria, straordinaria, in deroga, assegno ordinario e assegno di solidarietà);
  • Lavoratori con redditi assimilati a quelli da lavoro dipendente, come borsisti, stagisti, chi svolge lavori socialmente utili, sindaci e revisori di società;
  • Percettori di indennità di disoccupazione mensile (NASpI e DIS-COLL);
  • Lavoratrici in maternità per congedo obbligatorio e lavoratori in congedo di paternità;
  • Amministratori comunali;
  • Addetti della Pubblica Amministrazione
     

Le categorie che non possono usufruire del trattamento integrativo 2026 sono invece:

  • Pensionati;
  • Lavoratori autonomi (titolari di partita IVA);
  • Chi non soddisfa i requisiti minimi di reddito, e quindi non ha diritto ai bonus;
  • Chi ha un reddito superiore ai 28.000 euro annui
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Oltre il trattamento integrativo 2026: come supportare i dipendenti (risparmiando sulle tasse)  

Pur rappresentando un valido supporto per i dipendenti che ne hanno diritto, l’efficacia del trattamento integrativo nel sostenere il potere d’acquisto delle persone è limitata dalle fasce di reddito che abbiamo precedentemente elencato.  

Molte aziende, per questo, decidono di affiancare al trattamento integrativo soluzioni di welfare aziendale, fruibili a tutti i dipendenti senza distinzione di reddito, garantendo così un sostegno economico reale e inclusivo.  

Mettere a disposizione strumenti di welfare aziendale efficaci, però, non significa solo aumentare il potere d’acquisto dei dipendenti, ma anche dimostrare un genuino interesse per il loro benessere, migliorando la motivazione al lavoro, aumentando i tassi di engagement e contribuendo a una maggiore produttività complessiva.

Inoltre, il welfare aziendale è conveniente anche per le aziende perché permette di ottimizzare i costi e risparmiare sulle tasse grazie alla deducibilità degli importi spesi in welfare (entro i limiti previsti per legge).  

È quindi evidente che investire in soluzioni di welfare moderne ed efficaci, come quelle proposte da Pluxee, rappresenta per le imprese un’opportunità strategica per valorizzare il capitale umano e, allo stesso tempo, aumentare la competitività aziendale. 

Piano welfare: la scelta ideale da affiancare al trattamento integrativo  

Creare un piano welfare personalizzato è una soluzione strategica per le aziende che vogliono rispondere concretamente ai bisogni dei dipendenti. Il credito welfare viene assegnato a tutti i lavoratori, indipendentemente dal reddito, ed è perfetto per promuovere il benessere diffuso e rafforzare il legame tra l'azienda e i suoi collaboratori.

Con l’uso di piattaforme welfare, come la Piattaforma Welfare Pluxee, la gestione del credito welfare diventa ancora più semplice ed efficiente. I servizi sono centralizzati in un unico portale, accessibile 24/7 anche da smartphone, e i dipendenti possono scegliere come utilizzare il proprio credito welfare, tra opzioni che spaziano dai buoni acquisto e voucher per salute, formazione, sport, benessere, viaggi e tempo libero, ai rimborsi per spese familiari, trasporto pubblico, mutui e finanziamenti, fino ai versamenti per previdenza e assicurazione sanitaria integrativa.

Questo approccio non solo semplifica la gestione per le aziende ma aumenta anche il valore percepito dai dipendenti, che possono contare su un piano welfare flessibile e personalizzato.

Infine, i piani di welfare risultano particolarmente vantaggiosi anche dal punto di vista fiscale sia per i dipendenti, che hanno a disposizione un credito interamente esentasse, sia per le aziende, poiché il credito welfare destinato ai dipendenti è interamente deducibile come costo aziendale, sempre nel rispetto dei limiti previsti dalla legge. 

Buoni pasto: sostenere il benessere dei dipendenti, non solo con il trattamento integrativo 

I buoni pasto sono tra i benefit più apprezzati dai dipendenti, poiché offrono un supporto concreto per la pausa pranzo e le spese alimentari, favorendo un’alimentazione più sana e consapevole.

I Buoni Pasto Pluxee, in particolare, possono essere utilizzati in oltre 100.000 locali, tra cui bar, ristoranti, supermercati ed e-commerce, e sono disponibili in formato cartaceo, elettronico o completamente digitale, per un utilizzo esclusivo tramite Mobile App.

Offrire i Buoni Pasto Pluxee, sia come integrazione o in alternativa al trattamento integrativo, significa dare ai dipendenti un benefit concreto, utilizzabile ogni giorno, che contribuisce a migliorare il loro potere d’acquisto.

Inoltre, i buoni pasto sono vantaggiosi sia per le aziende che per i dipendenti: sono esentasse per entrambi fino a 10 euro al giorno per persona e risultano interamente deducibili per l’azienda, con IVA agevolata al 4%, completamente detraibile

guida buoni pasto


Un’alternativa al trattamento integrativo per premiare i dipendenti: i buoni acquisto

I buoni acquisto sono uno strumento di welfare ideale per premiare i dipendenti, utilizzabile come incentivo, regalo o benefit occasionale. Sono perfetti per sostenere la motivazione dei dipendenti o premiarli in momenti particolarmente intensi dell’anno, valorizzando il loro contributo.

I Buoni Acquisto Pluxee, in particolare, offrono flessibilità e ampie possibilità di personalizzazione. Ogni azienda può infatti scegliere il formato che preferisce, se cartaceo o digitale, e definire in autonomia il relativo importo. Accettati in oltre 22.000 negozi ed e-commerce in tutta Italia, i Buoni Acquisto Pluxee sono il benefit perfetto per soddisfare i bisogni concreti e immediati dei lavoratori e delle loro famiglie, che possono utilizzarli per shopping, viaggi, carburante, intrattenimento, spese alimentari e molto altro.

Inoltre, rientrando nella categoria dei fringe benefit, i Buoni Acquisto Pluxee sono esentasse sia per le aziende che per i dipendenti, e risultano 100% deducibili per le imprese, fino a 2.000 euro annui per i dipendenti con figli a carico e fino a 1.000 euro per tutti gli altri. 

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Sostenere il reddito dei lavoratori è una priorità per ogni organizzazione che tenga davvero al benessere delle proprie persone.  

Se desideri offrire ai tuoi dipendenti un supporto ancora più completo e duraturo, che vada oltre il trattamento integrativo, puoi scegliere soluzioni di welfare flessibili, personalizzabili e anche vantaggiose dal punto di vista fiscale, come quelle offerte da Pluxee.

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