Quali sono le differenze tra fringe benefit e welfare aziendale

Fringe benefit e welfare aziendale sono spesso usati come sinonimi, ma indicano due strumenti diversi: i fringe benefit sono beni e servizi che integrano la retribuzione (buoni acquisto, buoni carburante, auto aziendale), mentre il welfare aziendale è un concetto più ampio che comprende tutti i beni e i servizi che il datore di lavoro offre ai propri dipendenti, oltre alla retribuzione: dai buoni pasto alle polizze sanitarie integrative, passando anche per gli stessi fringe benefit.
È importante conoscere questa distinzione, per poter scegliere lo strumento fiscalmente più adatto a ogni esigenza aziendale.

Cosa sono i fringe benefit?

I fringe benefit sono beni e servizi in natura che l'azienda concede al dipendente come forma di retribuzione aggiuntiva rispetto allo stipendio. La loro finalità è principalmente retributiva: alleggeriscono spese che il dipendente dovrebbe altrimenti sostenere di tasca propria.

  • Possono essere assegnati liberamente dall'azienda, anche ad personam;
  • non richiedono necessariamente un accordo collettivo o un regolamento aziendale;
  • la soglia di esenzione è di 1.000 euro annui (2.000 euro per i dipendenti con figli fiscalmente a carico).

Guida buoni acquisto Pluxee.jpg


Cosa si intende per welfare aziendale?

Il welfare aziendale è un concetto più ampio: comprende tutti i beni, i servizi e le iniziative che l'azienda mette a disposizione dei dipendenti (e spesso dei loro familiari) con l'obiettivo di migliorarne il benessere complessivo, e non solo il potere d'acquisto.

  • Deve essere rivolto alla generalità dei dipendenti o a categorie omogenee, non a singoli individui;
  • comprende ambiti come sanità integrativa, istruzione, previdenza complementare, assistenza a familiari non autosufficienti, tempo libero;
  • I beni e i servizi inclusi nelle politiche di welfare aziendale sono interamente esentasse per le aziende, entro le soglie previste dalla legge;
  • può nascere da CCNL  (in questo caso si parla di welfare contrattuale), accordo aziendale vincolante oppure da iniziativa volontaria del datore di lavoro.

Le differenze tra fringe benefit e welfare

La differenza principale tra fringe benefit e welfare aziendale è che il welfare fa riferimento a un insieme di supporti rivolti a tutti i dipendenti di un’azienda (o a gruppi omogenei della stessa), mentre i fringe benefit sono compensi che spesso vengono utilizzati come riconoscimento o premio aziendale.

FRINGE BENEFIT

WELFARE AZIENDALE

Buoni acquisto, buoni carburante Buoni pasto, fringe benefit, sanità integrativa
Può essere destinato anche a un solo dipendente Deve essere destinato a tutti i dipendenti o a categorie omogenee di dipendenti
Limite di esenzione di 1.000€ per dipendente (2.000€ per dipendenti con figli) Dipende dalla tipologia del welfare
Al superamento della soglia di esenzione, l’intero importo diventa tassabile Non è previsto un limite unico da superare

Esempi di fringe benefit: i Buoni Acquisto Pluxee

Tra i fringe benefit più diffusi nelle aziende italiane troviamo:

  • Auto aziendale
  • Buoni carburante
  • Telefoni e/o PC aziendali
  • Buoni acquisto

I buoni acquisto meritano un approfondimento a parte, perché rappresentano uno dei fringe benefit più immediati da introdurre in azienda: rientrano nella soglia di esenzione annuale, e non richiedono formalità complesse per essere attivati.

Pluxee offre buoni acquisto pensati proprio per semplificare questo processo: dalla gestione degli ordini alla distribuzione ai dipendenti, fino all'ampia possibilità di spesa online e nei negozi fisici e online convenzionati (oltre 22.000), così che l'azienda possa attivare rapidamente un fringe benefit apprezzato dai dipendenti senza appesantire il lavoro dell'ufficio HR.

Questo li rende particolarmente adatti anche a campagne stagionali - pensiamo ai regali aziendali di Natale o ai bonus di fine anno - in cui l'azienda vuole offrire un riconoscimento pratico e immediatamente spendibile, sfruttando al meglio la soglia di esenzione fiscale prevista per l'anno in corso.

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La Tassazione dei fringe benefit

La tassazione dei fringe benefit si basa su un meccanismo di soglia molto chiaro, ma con delle specifiche da conoscere bene per evitare errori e per valutare i reali vantaggi dei fringe benefit.

  • Per il triennio 2025-2027 la soglia di esenzione è di 1.000 euro annui per i dipendenti senza figli a carico e di 2.000 euro annui per chi ha figli fiscalmente a carico.
  • Entro questa soglia, il valore dei fringe benefit non concorre alla formazione del reddito imponibile del lavoratore e non genera base imponibile ai fini contributivi (niente IRPEF, niente INPS)
  • Se il valore complessivo dei fringe benefit erogati nell'anno supera anche di un solo euro la soglia prevista, l'intero importo diventa imponibile, non solo la parte eccedente
  • Per l'azienda, i costi sostenuti per i fringe benefit sono deducibili.

I buoni acquisto, come altri fringe benefit, restano quindi uno strumento semplice da attivare, sia per rafforzare il potere d'acquisto dei dipendenti sia per sfruttare al meglio il vantaggio fiscale previsto dalla legge.

FAQ - Le domande frequenti sulla differenza tra fringe benefit e welfare

Che differenza c'è tra fringe benefit e welfare?

I fringe benefit sono beni e servizi in natura che integrano la retribuzione, assegnabili anche a singoli dipendenti, con un limite di esenzione fiscale annuo. Il welfare aziendale è un concetto più ampio, orientato al benessere del dipendente e della sua famiglia, che deve rivolgersi alla generalità o a categorie omogenee di personale e che, per alcune voci, è esente senza limiti di importo.

Cosa non rientra tra i fringe benefit?

Non rientrano tra i fringe benefit le somme di denaro erogate direttamente al dipendente (salvo le eccezioni previste dalla legge, come i rimborsi di utenze domestiche entro la soglia), la normale retribuzione fissa o variabile, e i buoni pasto, che hanno una disciplina fiscale a sé stante.

Qual è la differenza tra fringe benefit e flexible benefit?

I fringe benefit sono assegnati unilateralmente dall'azienda, spesso in base al ruolo, e sono soggetti al limite di esenzione annuo. I flexible benefit fanno invece parte del più ampio welfare aziendale: sono scelti liberamente dal dipendente all'interno di un budget messo a disposizione dall'azienda, si rivolgono alla generalità o a categorie omogenee di personale, e sono esenti da tasse e contributi senza il vincolo della soglia annuale.

Come sono tassati fringe benefit e welfare?

I fringe benefit sono esenti entro la soglia annua prevista dalla legge (1.000€ o 2.000€ per il triennio 2025-2027); se il valore complessivo supera la soglia, l'intero importo diventa imponibile ai fini fiscali e contributivi. Il welfare aziendale, per le voci previste dall'art. 51 comma 2 del TUIR (sanità, istruzione, previdenza, assistenza familiari), è invece esente da imposte e contributi senza un limite di importo, purché rivolto alla generalità dei dipendenti o a categorie omogenee.

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