Auto aziendale come fringe benefit: una leva strategica per aziende e HR
L'auto aziendale rappresenta uno dei fringe benefit più conosciuti e apprezzati dalle imprese italiane. Oltre a supportare la mobilità professionale, può contribuire ad aumentare il valore percepito della retribuzione e a rafforzare le strategie di attraction e retention. Con le novità introdotte nel 2025, però, diventa fondamentale comprendere le regole fiscali applicabili e valutare come integrare l'auto aziendale con altri benefit in grado di migliorare il benessere dei dipendenti e ottimizzare i costi aziendali.
In un contesto in cui attrarre talenti e fidelizzarli è sempre più complesso, le aziende cercano strumenti capaci di aumentare il valore dell'offerta retributiva senza incidere esclusivamente sugli stipendi. Tra questi, l'auto aziendale continua a occupare un ruolo centrale.
Per molte organizzazioni non si tratta soltanto di un mezzo di lavoro, ma di un vero e proprio fringe benefit che contribuisce a rendere il pacchetto retributivo più competitivo. Per HR manager, imprenditori e fleet manager, l'auto aziendale rappresenta inoltre un'opportunità per sviluppare politiche di welfare aziendale e compensation più efficaci, soprattutto alla luce delle recenti novità normative.
Cos'è l'auto aziendale come fringe benefit
L'auto aziendale genera un fringe benefit quando viene concessa in uso promiscuo, ossia quando può essere utilizzata sia per finalità lavorative sia per esigenze personali.
Dal punto di vista fiscale, il vantaggio economico derivante dall'utilizzo privato del veicolo viene considerato una forma di retribuzione in natura e concorre alla formazione del reddito di lavoro dipendente. La disciplina di riferimento è contenuta nell'articolo 51 del TUIR, che regola il trattamento fiscale dei benefit aziendali.
Per le imprese, questa soluzione continua a rappresentare uno strumento importante per valorizzare ruoli chiave, figure commerciali e profili manageriali, integrando la componente economica con servizi ad alto valore percepito.
Le novità introdotte nel 2025
Negli ultimi anni il legislatore ha progressivamente orientato la tassazione delle auto aziendali verso modelli di mobilità più sostenibili. La Legge di Bilancio 2025 ha ulteriormente rafforzato questa direzione, introducendo nuove percentuali per il calcolo del fringe benefit e premiando i veicoli a basse emissioni.
Per i veicoli immatricolati, assegnati e concessi con contratti stipulati dal 1° gennaio 2025, il valore del benefit viene determinato applicando:
- il 50% del valore convenzionale per i veicoli tradizionali;
- il 20% per le auto ibride plug-in;
- il 10% per le auto elettriche.
La normativa prevede inoltre un regime transitorio per alcuni veicoli ordinati o assegnati secondo le regole precedenti, al fine di garantire continuità nella gestione delle flotte aziendali.

Come si calcola il fringe benefit auto
Il calcolo non avviene sulla base dei chilometri realmente percorsi, ma attraverso un sistema convenzionale.
Il valore imponibile viene determinato utilizzando le Tabelle ACI, pubblicate annualmente, che indicano il costo chilometrico di ciascun modello di veicolo. Tale valore viene applicato a una percorrenza convenzionale di 15.000 chilometri annui e successivamente moltiplicato per la percentuale prevista dalla normativa.
Le Tabelle ACI rappresentano quindi il riferimento essenziale per:
- determinare il valore fiscale del benefit;
- aggiornare le car policy aziendali;
- valutare il costo complessivo delle flotte;
- confrontare diverse tipologie di alimentazione.
Perché guardare oltre l'auto aziendale
L'auto aziendale resta uno dei benefit più conosciuti, ma oggi le imprese hanno a disposizione strumenti molto più flessibili per aumentare il benessere dei dipendenti e valorizzare la retribuzione.
Sempre più aziende stanno infatti adottando una visione più ampia e strategica del welfare aziendale, combinando benefit differenti per soddisfare esigenze diverse e raggiungere una platea più estesa di collaboratori.
Questo approccio consente di costruire sistemi di reward più personalizzati, migliorare l'esperienza delle persone e rendere il pacchetto retributivo più attrattivo senza intervenire esclusivamente sulla componente salariale.
In altre parole, l'auto aziendale può rappresentare il punto di partenza di una strategia più ampia basata sui fringe benefit.
Fringe benefit: un vantaggio per dipendenti e aziende
Per HR manager e imprenditori, i fringe benefit non rappresentano soltanto uno strumento per aumentare il benessere dei dipendenti. Possono diventare una leva strategica per valorizzare la retribuzione e ottimizzare il costo del lavoro.
La normativa prevede infatti specifiche regole di tassazione dei fringe benefit, per cui le aziende possono beneficiare di un trattamento fiscale particolarmente vantaggioso. Attualmente, il valore dei beni e servizi riconosciuti ai lavoratori è esente da imposte e contributi e interamente deducibile fino a 1.000 euro annui per i dipendenti senza figli fiscalmente a carico e fino a 2.000 euro annui per i dipendenti con figli fiscalmente a carico. Questo significa che, entro tali limiti e nel rispetto delle condizioni previste dalla normativa, il benefit non concorre alla formazione del reddito da lavoro dipendente.
Per le aziende, ciò si traduce nella possibilità di trasferire valore ai collaboratori in modo efficiente, offrendo vantaggi concreti che possono risultare più interessanti rispetto a un equivalente aumento della retribuzione lorda. Buoni carburante e buoni acquisto, ad esempio, consentono di riconoscere un vantaggio immediatamente percepibile dai dipendenti, contribuendo allo stesso tempo a ridurre il costo del lavoro grazie al risparmio fiscale per l'azienda.
Buoni acquisto: più libertà per i dipendenti
I buoni acquisto, come i Buoni Acquisto Pluxee, sono il fringe benefit più apprezzato dalle aziende. Sono infatti dei veri e propri voucher, spendibili in oltre 22.000 negozi fisici in tutta Italia ed e-commerce. Il valore aggiunto è la libertà di scelta che l'azienda offre al dipendente: in base alle proprie esigenze personali e familiari, il dipendente che riceve i Buoni Acquisto Pluxee può scegliere come usarli tra shopping, spesa, carburante, viaggi, tempo libero, intrattenimento e molto altro ancora. La rete di utilizzo di Pluxee è infatti in costante crescita e diventa sempre più digitale.
Ecco perché le aziende li scelgono per integrare la loro strategia di welfare aziendale: sono semplici da gestire, facili da usare e fiscalmente vantaggiosi.
