Buoni Pasto 2027: cosa cambia, soglia di esenzione e normativa
Nel 2027 i buoni pasto elettronici restano esentasse fino a 10 euro al giorno, mentre per quelli cartacei il limite è di 4 euro. La soglia di 10 euro è stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 e, sulla base della normativa vigente, resta valida anche l’anno successivo. I buoni pasto spettano ai lavoratori dipendenti, anche part-time, e ai collaboratori, ma non sono obbligatori per legge, a meno che non siano previsti dal contratto collettivo o da accordi aziendali.
Cosa cambia per i Buoni Pasto nel 2027?
Sulla base della normativa vigente, per i buoni pasto nel 2027 non cambia nulla rispetto al 2026:
- la soglia di esenzione dei buoni pasto elettronici resta di 10 euro al giorno;
- per i buoni pasto cartacei resta di 4 euro al giorno;
- la modifica introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 interviene direttamente sul TUIR (art. 51, comma 2, lettera c) senza indicare una data di scadenza;
- i buoni pasto sono disciplinati dall'art. 51, comma 2, lett. c) del TUIR e seguono un regime autonomo rispetto alla franchigia prevista per i fringe benefit.
A cambiare, semmai, è la scelta dell’azienda. La legge alza il limite di esenzione ma non obbliga ad aumentare il valore del buono: spetta quindi a ogni azienda decidere se adeguare l’importo ai 10 euro.

A chi spettano i Buoni Pasto nel 2027
I buoni pasto possono essere riconosciuti a:
- lavoratori dipendenti a tempo determinato e indeterminato, full time e part time;
- apprendisti, con gli stessi diritti degli altri lavoratori;
- collaboratori titolari di rapporti assimilati al lavoro dipendente, secondo la normativa fiscale vigente.;
- lavoratori in smart working, con lo stesso regime fiscale agevolato previsto per il lavoro in presenza.
È utile precisare che i buoni pasto non sono obbligatori per legge, ma lo diventano solo se sono previsti dal CCNL applicato, da un accordo aziendale o dal contratto individuale. Inoltre, è importante sapere che i buoni pasto vanno riconosciuti con criteri omogenei: alla generalità dei dipendenti o a categorie omogenee. Possono essere riconosciuti anche ai lavoratori part-time, quando l’orario non prevede una pausa pranzo. Insomma, tra gli strumenti welfare del 2027, i buoni pasto sono come sempre uno dei benefit più apprezzati dai dipendenti.
Buoni Pasto 2027: soglia di esenzione a 10 euro
Il vantaggio fiscale è il motivo principale per cui i buoni pasto restano uno degli strumenti di welfare più diffusi. Un vantaggio concreto, che riguarda sia i dipendenti che l’azienda.
PER I DIPENDENTI:
- Fino a 10 euro al giorno i buoni pasto elettronici non concorrono al reddito: nessuna IRPEF e nessun contributo previdenziale.
- Un buono da 10 euro equivale a 10 euro netti.
- Se il valore supera la soglia, solo la parte eccedente è tassata: con un buono da 12 euro, per esempio, 10 euro restano esenti e 2 euro sono tassati.
PER L’AZIENDA:
- Il costo è deducibile al 100% come costo del personale.
- L’IVA agevolata al 4% è detraibile.
- Non sono dovuti contributi previdenziali entro la soglia.
Perciò, conti alla mano, con 10 euro al giorno, il valore nominale annuo è fino a 2.200 euro per dipendente, calcolato su 220 giorni lavorativi medi. Rispetto ai 1.760 euro della vecchia soglia da 8 euro, sono 440 euro in più di valore esentasse.
Buoni Pasto Pluxee: come sfruttare al meglio la soglia di 10 euro
Per sfruttare al meglio i vantaggi sopraindicati è necessario che la piattaforma a cui ci si affida sia semplice da utilizzare, perché un benefit vale di più quando è facile da vivere. I Buoni Pasto Pluxee sono pensati per questo e offrono una serie di benefici, come:
- Card + App: si usano con la card elettronica oppure direttamente dall’app Pluxee Italia. Il saldo è già disponibile su entrambe, senza dover trasferire i buoni da un supporto all’altro.
- Virtual Card: alternativa più sostenibile, che non prevede l’utilizzo di una card fisica, ma solo l’utilizzo dell’app.
- Saldo sotto controllo: dall’app si consultano in tempo reale saldo e ricariche, e si trovano partner, negozi e locali convenzionati da un’unica mappa.
- Una rete ampia: oltre 100.000 locali, bar, ristoranti, supermercati ed e-commerce convenzionati.

Buoni Pasto 2027 per Partita IVA
I buoni pasto per chi ha la partita IVA seguono delle regole differenti e, nello specifico, ciò che fa la differenza è il regime fiscale:
| REGIME | TRATTAMENTO BUONI PASTO |
| Ordinario o semplificato | Costo deducibile al 75%, entro il limite del 2% dei compensi percepiti nell’anno |
| Forfettario | Nessuna deduzione: il reddito si calcola con un coefficiente di redditività e non con i costi effettivi |
| Con dipendenti | Deducibili al 100%, con esenzione entro le soglie. |
FAQ — Le domande frequenti sui buoni pasto 2027
Quanto costano i buoni pasto all’azienda?
Il costo per l’azienda è composto dal valore nominale dei buoni, dal costo del servizio applicato dalla società emittente, dall’IVA agevolata al 4% e da eventuali spese di consegna per card o buoni cartacei. Il costo è deducibile al 100% e l’IVA è detraibile.
Quant’è il limite di esenzione per i buoni pasto nel 2027?
Per i buoni pasto elettronici è di 10 euro al giorno, per quelli cartacei di 4 euro al giorno. Entro queste soglie non si pagano IRPEF e contributi previdenziali.
Chi ha diritto ai Buoni Pasto nel 2027?
Possono riceverli lavoratori dipendenti a tempo determinato e indeterminato, full time e part time, apprendisti, collaboratori, stagisti e lavoratori in smart working. Non sono obbligatori per legge, ma lo diventano se previsti dal CCNL, da un accordo aziendale o dal contratto individuale.
Come funzionano i Buoni Pasto per Partite IVA nel 2027?
I titolari di partita IVA possono acquistare buoni pasto per sé. In regime ordinario il costo è deducibile al 75% entro il 2% dei compensi, nel forfettario non è deducibile. I buoni erogati ai dipendenti seguono invece le regole delle aziende.
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