Buoni pasto per partite IVA e lavoratori autonomi: come funzionano
25/11/2025
Nel mondo del lavoro di oggi, sempre più flessibile e dinamico, anche i professionisti indipendenti cercano soluzioni che semplifichino la gestione quotidiana e migliorino la qualità della loro pausa.
D’altronde, i buoni pasto non sono più un vantaggio riservato ai dipendenti delle grandi aziende: oggi rappresentano un alleato prezioso anche per titolari di partita IVA, lavoratori autonomi e ditte individuali.
Scopri come i Buoni Pasto Pluxee possono aiutarti a ottimizzare le spese, migliorare il tuo benessere e offrirti vantaggi fiscali concreti.
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Sono uno strumento semplice e vantaggioso, pensato per permettere ai lavoratori di acquistare il pranzo o fare la spesa settimanale con praticità e convenienza. Ad esempio, i i Buoni Pasto Pluxee permettono di scegliere tra 100.000 locali ed e-commerce convenzionati, offrendo ampia libertà di scelta e utilizzo.
Ad oggi, poi, i buoni pasto si sono evoluti per garantire ancora più comodità e semplicità d’utilizzo. Grazie all'app mobile di Pluxee, infatti, i beneficiari hanno accesso ai loro buoni pasto dove e quando vogliono e possono monitorare il saldo, consultare i locali partner e controllare lo storico delle transazioni.
Ma come funzionano per i lavoratori autonomi, ditte individuali e partite IVA?
Nella Guida ai buoni pasto Pluxee, affrontiamo nel dettaglio tutto ciò che riguarda il mondo dei buoni pasto, approfondendo il tema delle Partite IVA.

Buoni pasto, partita IVA e lavoratori autonomi: come funzionano dal punto di vista fiscale?
Anche sul piano fiscale i benefici per i titolari di partita IVA, lavoratori autonomi e ditte individuali, sono concreti: la normativa prevede agevolazioni importanti, come la possibilità di dedurre i costi legati all’acquisto dei buoni pasto, migliorando la gestione delle spese e ottimizzando la pianificazione fiscale.
Non tutti i regimi di partita IVA, però, prevedono queste agevolazioni. Scopriamo come cambia il trattamento fiscale dei buoni pasto in base al regime di Partita IVA ordinario o forfettario.
Buoni pasto per partita IVA: la distinzione tra regime ordinario e regime forfettario
È fondamentale per i liberi professionisti con Partita IVA che intendono usufruire degli incentivi fiscali legati ai buoni pasto essere inquadrati nel regime ordinario.
Per i titolari di partita IVA nel regime forfettario, invece, le norme fiscali sui buoni pasto non si applicano. In questo caso, poiché il reddito è calcolato forfettariamente, le spese per i buoni pasto non sono deducibili individualmente perché già incluse nel coefficiente di redditività.
I vantaggi fiscali dei buoni pasto per partita IVA in regime ordinario
Per le partite IVA aderenti al regime ordinario, ditte individuali e liberi professionisti, l'adozione dei buoni pasto si rivela particolarmente vantaggiosa. Lo strumento introduce una serie di vantaggi economici e tributari, facilitando una riduzione significativa dei costi e rendendo le procedure più agili e semplici.
È possibile erogare un buono pasto per giorno lavorativo durante il mese. Per quanto riguarda il valore dei buoni pasto, è importante fare la distinzione tra cartacei ed elettronici. Se il costo dei primi è deducibile fino a un massimo di 4€ al giorno, il costo dei buoni pasto elettronici è invece deducibile fino a 8 euro al giorno, grazie alle modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2020.
Dal punto di vista della normativa, i buoni pasto sono classificati come flexible benefit e, di conseguenza, godono di un regime fiscale favorevole riservato a questo tipo di vantaggi.
Le agevolazioni fiscali sui buoni pasto, però, cambiano a seconda che la Partita IVA abbia o meno dipendenti. Ecco come funziona in ciascun caso.
Buoni pasto per partite IVA con dipendenti: deducibilità e detraibilità
Come stabilito dalla Legge di Stabilità del 2020, i titolari di partita IVA in regime ordinario che decidono di erogare buoni pasto a tutti i loro dipendenti o a specifiche categorie di essi possono dedurre integralmente il costo dei buoni pasto per IRES, IRPEF e IRAP, con limiti giornalieri di 4 euro per i buoni pasto cartacei e 8 euro per quelli digitali.
L’IVA, con aliquota agevolata al 4%, è interamente detraibile.
Infine, non è dovuta alcuna ritenuta contributiva e previdenziale sul valore dei buoni pasto, poiché questi non concorrono a formare reddito imponibile.
Buoni pasto per partite IVA senza dipendenti: il trattamento fiscale
I titolari di partita IVA senza dipendenti, invece, possono dedurre il 75% del costo per l’acquisto dei buoni pasto, fino a un importo che non deve superare il 2% del fatturato annuo (art. 54 comma 5, TUIR).
In questo caso, l’IVA è fissata al 10% ed è detraibile interamente.

Buoni pasto per partite IVA: perché convengono?
In definitiva, i buoni pasto rappresentano una grande opportunità per i titolari di partita IVA, perché uniscono vantaggi fiscali e praticità nella gestione quotidiana:
- Sono uno strumento di welfare aziendale flessibile e personalizzato, pensato per rispondere alle esigenze dei professionisti autonomi che vogliono ottimizzare le spese in modo semplice.
- Aumentano anche l’efficienza amministrativa: non serve più conservare scontrini o fatture per ogni acquisto. Tutte le spese vengono raccolte in un’unica fattura mensile, rendendo la contabilità più snella e veloce. Un vantaggio concreto che libera tempo e risorse, permettendo di concentrarsi su ciò che conta davvero: far crescere la propria attività.
- Inoltre, con i Buoni Pasto Elettronici Pluxee, si semplifica la gestione degli ordini, che possono essere effettuati facilmente online tramite il portale dedicato, si eliminano i costi diretti di gestione, consegna e distribuzione dei buoni e, con la versione virtuale, vengono azzerati i costi logistici, grazie all'uso esclusivo da mobile - una soluzione 100% sostenibile e plastic-free.
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