Buoni pasto a 10 euro: aumento della soglia di esenzione nel 2026

colleghi pranzano con buoni pasto

Con la Legge n. 199 del 30 dicembre 2025, o Legge di Bilancio 2026, il Governo ha definitivamente sancito un’importante modifica che impatta direttamente sul bilancio delle aziende e sul potere d’acquisto dei dipendenti.
A decorrere dal 1 gennaio 2026, la soglia esentasse dei buoni pasto elettronici (o buoni pasto digitali), è passata ufficialmente da 8€ al giorno a 10€ al giorno (art. 1, comma 14, Legge 30 dicembre 2025, n.199).
Quali sono le novità introdotte per i buoni pasto 2026? E quali sono i vantaggi per aziende e lavoratori? Li analizziamo in questo articolo, continua a leggere!

Buoni pasto 2026: esentasse fino a 10€ al giorno

I buoni pasto digitali sono 100% esentasse e deducibili fino alle soglie stabilite per legge. Con la Legge di Bilancio 2020, il limite di esenzione era stato fissato a 8€ al giorno a dipendente.

In base a questa soglia, l’azienda poteva offrire un sostegno al potere d’acquisto dei dipendenti erogando fino a 1.760€ annui in buoni pasto esentasse, calcolati su 220 giorni lavorativi medi annui.

La Legge di Bilancio 2026 ha innalzato la soglia di esenzione a 10€ al giorno, consentendo così alle aziende di erogare fino a 2.200€ annui per dipendente in buoni pasto completamente esentasse.

Un aumento che rende questo benefit aziendale ancora più efficace in un contesto caratterizzato da inflazione e aumento generalizzato del costo della vita.

Buoni pasto 10 euro: come funziona l’esenzione fiscale?

L’aumento della soglia esentasse riguarda esclusivamente i buoni pasto elettronici e ha un impatto diretto sia sulla busta paga del dipendente sia sul costo del lavoro per l’azienda.

Dal punto di vista fiscale, i buoni pasto godono di un trattamento agevolato, purché vengano rispettati i limiti fissati dalla normativa.

In sintesi, fino a 10€ al giorno per i buoni pasto elettronici non è prevista alcuna tassazione. Oltre i 10€, la parte eccedente concorre alla formazione del reddito di lavoro dipendente.

L’importo entro soglia non è soggetto a IRPEF né a contributi previdenziali, rendendo i buoni pasto uno degli strumenti di welfare più efficienti dal punto di vista fiscale.

Tassazione dei buoni pasto: tutto ciò che devi sapere

Per comprendere appieno i benefici introdotti dalla Legge di Bilancio 2026 è fondamentale capire come funziona la tassazione dei buoni pasto 2026, tra esenzione per i dipendenti e deducibilità per le aziende.

Buoni pasto 2026: esentasse per i dipendenti

Per il lavoratore, i buoni pasto elettronici non concorrono alla formazione del reddito imponibile e non incidono sulle aliquote IRPEF.

Un buono pasto da 10€ equivale quindi a 10€ netti, senza trattenute.
Se l’importo giornaliero supera la soglia di esenzione, solo la parte eccedente viene tassata e assoggettata a contribuzione.

Buoni pasto 2026: deducibilità per le aziende

Dal lato aziendale, i buoni pasto elettronici rappresentano un costo interamente deducibile dal reddito d’impresa.

Il costo sostenuto è deducibile al 100%, l’IVA applicata, agevolata al 4%, è detraibile e non sono dovuti contributi previdenziali.

Questo consente all’azienda di aumentare il valore riconosciuto ai dipendenti senza gli oneri tipici di un aumento retributivo in busta paga, ottimizzando il costo del lavoro e risparmiando sulle tasse.

Buoni pasto elettronici vs buoni pasto cartacei

La Legge di Bilancio 2026 non ha modificato invece la disciplina dei buoni pasto cartacei, la cui soglia di esenzione resta fissata a 4€ al giorno.

Per i buoni pasto elettronici la soglia esentasse è pari a 10€, mentre per i buoni cartacei resta ferma a 4€.

Per i buoni cartacei, l’importo eccedente i 4€ giornalieri è tassato e soggetto a contribuzione.
La differenza di trattamento fiscale rende evidente perché il formato elettronico sia oggi la scelta preferita da aziende e lavoratori.

Buoni pasto digitali: tutti i vantaggi del benefit più apprezzato

L’aumento della soglia esentasse a 10€ al giorno rafforza il ruolo dei buoni pasto 2026 come strumento centrale di welfare aziendale. Sebbene l’erogazione dei buoni pasto elettronici non sia obbligatoria, il loro ruolo è sempre più rilevante anche nelle scelte professionali dei lavoratori.

Secondo dati interni di Pluxee, oggi il 74% dei dipendenti presta attenzione ai benefit di aziendali quando valuta una nuova opportunità lavorativa e il 58% predilige quelli che incidono positivamente sul bilancio familiare. In questo contesto, i buoni pasto si confermano tra i benefit più diffusi e apprezzati, soprattutto a fronte di salari reali fermi e costi crescenti.

I vantaggi sono evidenti per entrambe le parti, in primis sul piano economico. Grazie alla normativa vigente, le aziende possono aumentare il valore dei buoni pasto digitali beneficiando di deducibilità totale ed esenzione fiscale, riducendo il costo del lavoro e risparmiando sulle tasse.

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