Fringe benefit: cosa sono e come funzionano in azienda
I fringe benefit sono uno dei principali strumenti di welfare aziendale. Sono, di fatto, una forma di compenso non monetario in aggiunta alla retribuzione percepita dal dipendente in busta paga. Proprio questa loro natura di retribuzione non monetaria li rende estremamente interessanti, poiché sono soggetti a una tassazione agevolata entro i limiti stabiliti per legge. I fringe benefit sono quindi esentasse per i dipendenti e deducibili per l'azienda: vediamo nel dettaglio cosa sono i fringe benefit, come funziona la tassazione dei fringe benefit, quali sono alcuni fringe benefit esempi e perché convengono all'azienda e al dipendente.
Fringe Benefit: cosa sono? Significato ed esempi
Cosa significa offrire o ricevere fringe benefit per azienda e dipendenti
I fringe benefit sono uno strumento di welfare aziendale molto prezioso, sia per l'azienda che li eroga, sia per i dipendenti che li ricevono. Per un'azienda, mettere a disposizione dei propri dipendenti i fringe benefit significa offrire, in aggiunta alla retribuzione in busta paga, un compenso sottoforma di beni e/o servizi. Per un dipendente, ricevere fringe benefit dal proprio datore di lavoro significa ottenere un compenso non monetario in aggiunta al proprio stipendio. In entrambi i casi, è il vantaggio fiscale a rendere convenienti i fringe benefit sia per l'azienda che per i dipendenti. La tassazione dei fringe benefit, come per le altre soluzioni di welfare, è infatti agevolata: i fringe benefit sono esentasse e interamente deducibili.
Fringe benefit: esempi dei benefit più apprezzati
Dopo averne chiarito il significato, è necessario fare alcuni esempi di fringe benefit per chiarire alle aziende come fare per offrirli ai propri dipendenti. E' importante che chi è titolare di un'azienda, di qualsiasi dimensione, oppure lavora nelle risorse umane abbia chiaro quali sono i fringe benefit più diffusi e apprezzati dai dipendenti, in modo da sfruttare appieno le opportunità offerte dalla normativa italiana.
Tra i fringe benefit esempi più comuni rientrano l'auto aziendale, il cellulare aziendale e le polizze sanitarie. Tra i fringe benefit più diffusi rientrano anche i buoni acquisto, come quelli messi a disposizione da Pluxee. Sono voucher di importo variabile che si adattano al budget dell'azienda e, oltre al vantaggio fiscale, offrono ai dipendenti la massima libertà di scelta su come utilizzarli, in oltre 22.000 tra e-commerce e negozi in tutta Italia.
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Fringe Benefit: tassazione e vantaggi per azienda e dipendenti
Esenzione fiscale dei fringe benefit
Dopo aver visto cosa sono i fringe benefit e averne elencato alcuni esempi, vediamo perché questo strumento di welfare aziendale è così conveniente per tutti, dall'azienda al dipendente.
I fringe benefit godono di un regime fiscale agevolato. Sono infatti 100% esentasse e deducibili dal reddito d'impresa, fino ai limiti stabiliti per legge.
Cosa dice dunque la legge? L'articolo di riferimento in questo caso è l'art.51, comma 3, del TUIR che stabilisce che:
Non concorre a formare il reddito da lavoro dipendente il valore dei beni ceduti e dei servizi prestati se complessivamente di importo non superiore, nel periodo d'imposta, a euro 258,23; se il predetto valore è superiore al citato limite, lo stesso concorre interamente a formare il reddito
E' molto importante ricordare che, se il valore dei fringe benefit erogato nel corso dell'anno supera la soglia di esenzione, diventa imponibile l'intero importo erogato, non soltanto l'importo in eccesso.
Tassazione fringe benefit nel 2026
I fringe benefit 2026 non concorrono alla formazione del reddito fino a:
- 1.000 euro per la generalità dei lavoratori dipendenti
- 2.000 euro per i dipendenti con figli fiscalmente a carico
Anche in questo caso, ricordiamo che se il valore complessivo dei benefit supera la soglia, l’intero importo (non solo l’eccedenza) diventa imponibile ai fini IRPEF e contributivi.
Le soglie di 2.000€ e 1.000€ per i fringe benefit 2026, sono state introdotte per la prima volta dalla Legge n. 213/2023 (o Legge di Bilancio 2024) e sono state poi confermate per il triennio 2025-2027 dalla Legge n. 207/2024 (o Legge di Bilancio 2025).
L'aumento delle soglie di esenzione dei fringe benefit rientra nell'impulso sempre maggiore che i Governi stanno dando al welfare aziendale, cioè a quell'insieme di soluzioni e strumenti che vanno a supporto del potere d'acquisto dei lavoratori dipendenti, veicolati tramite le aziende, che ne beneficiano in termini di sgravi fiscali.
Oltre la tassazione: tutti i vantaggi dei fringe benefit per azienda e dipendenti
Grazie alla totale deducibilità, l'azienda che eroga fringe benefit ai suoi dipendenti, dunque, risparmia sulle tasse a fine anno. Ma non solo: i vantaggi dei fringe benefit sono visibili anche in termini di attrazione dei migliori talenti e mantenimento degli stessi in azienda, riducendo il turnover dei dipendenti. Fondamentale è anche il miglioramento della motivazione, del coinvolgimento (o employee engagement), della soddisfazione e della produttività dei dipendenti. Questo perché i fringe benefit sono uno strumento concreto di benessere con cui l'azienda si mette al fianco dei collaboratori: sia dal punto di vista economico, sia dal punto di vista di sostegno dell'equilibrio vita-lavoro (o worklife balance).
Buoni Acquisto Pluxee: il fringe benefit più apprezzato
I Buoni Acquisto Pluxee si collocano molto bene in questo contesto, poiché permettono all'azienda di sbloccare appieno tutti i vantaggi dei fringe benefit per i dipendenti.
Sono infatti voucher di importo a scelta dell'azienda, spendibili dai dipendenti in una vasta rete di partner convenzionati. Rispetto ad altri fringe benefit esempi più tradizionali, i Buoni Acquisto Pluxee si adattano alle esigenze di budget di imprese di ogni dimensione e alle necessità di utilizzo dei dipendenti di ogni generazione, inclusi i più giovani dipendenti Gen Z.
Alcuni dipendenti potrebbero preferire un utilizzo per spese più legate alla gestione familiare, come il carburante, la spesa alimentare, lo shopping per abbigliamento, elettronica e molto altro ancora.
Altri dipendenti potrebbero scegliere di usare i loro Buoni Acquisto Pluxee per viaggi, sport, intrattenimento e tempo libero.
La parola chiave è la flessibilità: in questo modo l'azienda riesce a offrire un fringe benefit che incontri esigenze e bisogni di tutti. Infatti i Buoni Acquisto Pluxee sono utilizzabili in una rete, sempre più ampia e digitale, formata da oltre 22.000 negozi in tutta Italia e dai principali e-commerce.
Alcuni esempi? Nei punti vendita fisici di Q8, Esselunga, Rinascente, Sephora, Decathlon, MediaWorld, Unieuro e QC Terme. E ancora, online, su Amazon, WeRoad, Netflix, AirBnb, Nike, Google Play e PlayStation.
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Fringe Benefit: una guida per l'azienda
Abbiamo visto che i fringe benefit 2026 possono essere erogati dall’azienda e sono esenti fino a 1.000 euro, elevati a 2.000 euro per i dipendenti con figli a carico, secondo la Legge n. 207/2024. L’azienda può decidere liberamente a chi riconoscerli: alla generalità dei dipendenti, a categorie omogenee o a singoli lavoratori (in base agli accordi contrattuali). I fringe benefit possono essere destinati a dipendenti full-time, part-time o assimilati del settore privato.
Nel caso dei Buoni Acquisto Pluxee, l'azienda effettua il primo ordine scegliendo tra formato cartaceo, spedito all’HR per la distribuzione, oppure digitale, attivabile entro 48 ore dall'ordine e utilizzabile dai dipendenti direttamente da smartphone; gli ordini successivi possono essere gestiti in totale autonomia tramite il portale online.
Dal punto di vista amministrativo è importante monitorare il plafond individuale per evitare la tassazione dell’intero importo, applicare correttamente il principio di cassa allargato, e riportare i valori dei fringe benefit in busta paga e nella Certificazione Unica, oltre a conservare la documentazione relativa ai criteri di assegnazione e agli ordini effettuati.
Il team di Pluxee è a completa disposizione per informazioni, supporto e consulenza: basta compilare il form per ricevere tutte le informazioni necessarie.
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